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>La comunicazione che non comunica

13 Feb

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Non esserci sarebbe stato più interessante che esserci. Il dibattito on-line è parso parecchio più 2.0 dell’evento, concepito secondo il vecchio canone: io sul palco parlo, voi in platea ascoltate.

Bisogna pensare a forme e contenuti nuovi per la prossima edizione: la comunicazione digitale esiste e noi siamo i professionisti che dovrebbero conoscerne i meccanismi… usiamola allora!
Il che non si riduce alla proiezione (per quanto apprezzabilissima) di twit, ahimè. Ma a come si reagisce ad essi!

Insomma, purtroppo pochi spunti da applicare alla realtà quotidiana delle nostre aziende e attività.

Michela

@Twitter: mimocinguetta

L’evento Digital Communication ha deluso alcuni partecipanti online ed offline….

Perchè succede questo?Non è la prima volta che eventi in cui si discute di social-media risultino obsoleti, autoreferenziali e poco “produttivi”.

Questo sistema non fa altro che alimentare sfiducia da parte di chi vorrebbe capire se conviene o meno investire in queste pratiche “social”.

Per prima cosa bisognerebbe capire, una volta per tutte, che parlare di social web da un palco o dietro una cattedra è la cosa più sbagliata che si possa fare…

Se passa il concetto per cui questi eventi non sono altro che “strumenti di business” per gli organizzatori… possiamo tutti quanti chiudere la saracinesca!

Non basta Twittare da un palco la diretta dell’evento per essere social, non basta portare per l’ennesima volta esempi di case history straordinarie per dare conferma dei contenuti…

Per far capire cosa sia il social web basterebbe agire “social”, cominciando l’evento dai partecipanti e permettendo loro soprattutto di INTERROMPERE CON DOMANDE, CHIEDERE SPIEGAZIONI E PORRE DUBBI sull’uso di strumenti “trasversali”.

E’ questo che ha determinato il potere del “consumer”. L’esperienza di poter intervenire , porre domande, informarsi, ha determinato la possibilità di poter sovvertire i ruoli “di chi dice cosa e quando”. Ed è così che la rete ha avuto successo…a cominciare da UNix in poi, dalle prime chat…

Se pensiamo ad uno strumento reticolare, il primo elemento che salta all’occhio è la possibilità da parte di un punto di poter raggiungere un altro punto senza dovere “chiedere” l’autorizzazione da parte di un terzo di poterlo fare.

Non si può comprendere queste sistema se non lo si rende pratico attraverso l’uso.

Posizionare degli esperti su un palco NON sarà mai così efficace come se invece sul palco salisse solo chi deve porre le domande!

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