RSS

>Il politico NON deve essere social

04 Ago

>In riferimento al post di Luca e indirettamente a quello di Stefano

Rimango in ascolto….

Ciao Luca l’argomento segnalato è spigoloso e si presta facilmente a consensi, ma volendo essere più obiettivi possibile bisognerebbe considerare il fatto che NON è semplice per una persona “pubblica” e sotto i riflettori essere a disposizione “di tutti”.

Non perchè la sua posizione di rappresentante del popolo NON lo preveda, ma perchè è chiaro che avere un confronto via-à-vis è un conto, avere un confronto “mediato” da un potenziale aggregatore di pensieri “politicamente contrari” non aiuterebbe al dialogo ma alla digressione spropositata e poco concludente.

L’utilizzo di strumenti web da parte di rappresentanti politici potrebbe essere utilizzato più come “termometro” delle idee e delle tensioni dei propri concittadini. Come strumento “strategico” per studiare e “relazionarsi” apoliticamente in incognito e non come “politico”.

Inoltre personalmente non credo che utilizzare il web , e quindi internet, possa rendere il sistema più democratico ma semplicemente più flessibile e facilmente “collegato” rispetto all’utilizzo di altri strumenti o metodi di relazione.

Allo stesso modo NON credo affatto che il social sia per gli uomini ONESTI perchè PULITI e quindi non soggetti a critica popolare. Ognuno di noi trovandosi immerso in un sistema di relazioni e organizzativamente “collocato” in punti “di potere” ma non autarchici (anche se ben retribuiti) NON riuscirebbe a rendere più PULITO un malcostume di “pensare al proprio giardino” senza preoccuparsi delle conseguenze a livello sociale.

NON riuscirebbe NON perchè non vorrebbe cambiare il sistema dall’interno ma semplicemente perchè il sistema è strutturato in maniera tale da NON poter essere cambiato dal “singolo” e la sola opposizione indiviDuale NON otterrebbe un plauso ma un’esclusione dal sistema “politico-sociale”.

Ecco perchè penso che se il web deve essere utilizzato lo si deve fare da privato che riveste il ruolo di politico MA NON DA POLITICO SOCIAL.

Annunci
 
2 commenti

Pubblicato da su 4 agosto 2010 in politica, politica moderna, strumenti social

 

2 risposte a “>Il politico NON deve essere social

  1. Luca Carbonelli

    5 agosto 2010 at 6:22 pm

    >Ehi. Ti riporto anche qui la mia risposta (che diventa il primo commento al tuo post 🙂 ) E' proprio questo il punto Daniele. il soggetto sociale dovrebbe essere a disposizione di tutti. L'uomo NO. l'uomo sceglie, in base alle proprie preferenze, verso chi essere disponibile. Intelligente sarebbe, da parte di un buon comunicatore e un buon politico, essere disponibile anche con chi, da "rivale politico" (elettore) gli chiedesse spiegazioni su una sua precisa posizione. Intelligente sarebbe da parte dell' UOMO, cercare, in base alle proprie ragioni, la maniera giusta per comunicare al "rivale" che la strada buona da percorrere sarebbe la propria. Molto più intelligente sarebbe, se non si riuscisse con le proprie ragioni, senza mezzi termini, mandare a quel paese chi (come sicuramente avverrebbe) cercherebbe palesemente di diffamarlo soltanto per portare acqua al proprio mulino (ed ecco che verrebbe fuori l' UOMO VERO, che il popolo apprezzerebbe).Ottima considerazione la tua, che il web non vuol dire necessariamente democrazia. Come dicevo sopra io (uomo o politico) decido sempre e comunque chi far intervenire nelle mie discussioni. Fungo da moderatore. Senza alcuna discriminazione se non quella dell'educazione. Ecco: il web diviene strumento di democrazia soltanto per voci educate (Mi piace!).Relativamente alla questione che il web sia solo per uomini onesti, forse mi sono spiegato io male. Hai perfettamente ragione nelle tue considerazioni. Ognuno tirerà acqua sempre al proprio mulino a prescindere dal settore di appartenenza. Quello che intendevo è che ci sono modi e modi per farlo: Ognuno (anche il politico, in tal caso, essendo la discussione basata su un'eventuale strategia politica on-line), dovrebbe essere tanto INTELLETTUALMENTE ONESTO, e non di meno FURBO, da remare verso i propri obiettivi, ma con la piena consapevolezza, RENDENDOLA PUBBLICA, che il raggiungimento del proprio obiettivo possa consapevolmente danneggiare qualcuno: essere quindi pronto al preventivo confronto con questo "qualcuno" (potenziale elettore rivale) e tentare di stabilire il giusto compromesso che permetta successivamente a quel qualcuno, magari di pensare al soggetto politico come, innanzitutto, UOMO che abbia idee, obiettivi e conseguenze dei propri obiettivi ben chari. Questo potrebbe portare, credo, al ridimensionamento anche di un credo politico radicato, tanto da suggerire alle ipotetiche prossime elezioni, di portare il proprio voto verso quest UOMO SOCIALE in grado di aver trasformato l'idea del "rivale politico". Ed ecco che ha preso forma la mia idea di "personal marketing" come "political marketing".

     
  2. Luca Carbonelli

    5 agosto 2010 at 7:47 pm

    >sto provando a incollare anche qui il mio commento, ma mi dà sempre un errore. Vabbè, te lo linko anche qui. http://www.lucacarbonelli.com/2010/08/potremmo-chiamarlo-political-marketing.html

     

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: