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Progetti Wine & Food … non servono solo i soldi.

Sapere la rete, saper fare rete, saper essere rete

Cosa manca ad un’idea per essere realizzata?

I soldi! -direte voi – E poi …

A mio avviso è un pò banale pensare che un’idea abbia necessità di soldi per essere trasformata in realtà. E’ banale perchè è scontato che servano i soldi, quello che molti non dicono o che sembra tacito è che un’idea ha bisogno di una “struttura relazionale” per essere sviluppata.

Un struttura con delle caratteristiche specifiche.

Deve avere uno scope ( ndr. in inglese significa ambito ) comune, i suo componenti devono essere propensi al cambiamento di struttura organizzativa. L’idea deve appoggiarsi a competenze specifiche che la “nuova” struttura può comportare.

Nel caso di un gruppo di produttori Wine & Food …

Conscete dei progetti autogestiti o meno che si poggiano su questi elementi, o anche su uno di questi elementi?

Cosa possono fare i professionisti del marketing in un contesto, a detta di molti, difficile da gestire?

Ascoltare, scommettere insieme a loro, diventando “attori partecipanti” , non limitarsi a dare idee ma a trovare soluzioni adatte al contesto. Il principio dovrebbe essere : se vincono loro come produttori vinciamo anche noi come merketers. In ultimo ,ma non per importanza, cominciare a “saper essere rete” anche tra noi marketers …

Ho provato a costruire una mappa interattiva  che descive e segnala i luoghi “dell’innovazione” nel settore Food&Wine.

La mappa è interattiva ed i partecipanti possono segnalare il luogo, azienda o persona con il quale hanno avuto un rapporto di lavoro sulla scia dell’innovazione.

Questa mappa ha la funzione di costruire un percorso dell’innovazione, “dove si trova” , “chi sono gli innovatori” , è possibile costruire una rete profittevole e generativa tra produttori e marketers?

Sapere dove nasce l’innovazione è importate per coordinare progetti futuri, conoscere un network di innovatori e distrubuire meglio le competenze, ottimizzare i tempi e le risorse, economiche e professionali.

Ci proviamo ? ( magari anche con strumenti più performati allo scopo,se c’è qualche programmatore in ascolto 😀 )

Io intento ho segnalato le mie piccole esperienze di innovazione in questo settore …

PER CHI VOLESSE INSERIRE I PUNTI SULLA MAPPA PUò FARLO QUI

 
1 Commento

Pubblicato da su 10 aprile 2011 in marketing

 

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L’azienda non può essere social …

Leggevo le giuste considerazioni di Michele in :  I SOCIAL NETWORK E LA RIVOLUZIONE AZIENDALE  .

Quello che però vorrei porre in esame è la non praticità da parte di un’impresa di “seguire” i flussi dinamici e complessi di un ambiente sociale.

Un direttore marketing, per esempio, deve dedicare del tempo a seguire i dati che gli interessano, certo!

social media enterprise

Ma è davvero così necessario e realistico che si metta a seguire costantemente cosa succede in ambienti multimediali e dinamici come il web? E’ già complicato farlo per chi è “dentro” la generazione “interattiva” figurarsi per chi non ha molta praticità con questi “modelli di comunicazione”.

Volendo guardare con occhio pragmatico ciò che potrebbe accadere è facile pensare ad un intensificazione di consulenti esterni che cercheranno di guidare le fasi di analisi e implementazione degli strumenti per poi delegare l’attività ad un servizio esternalizzato o un reparto dedicato interno.

Ma se l’impresa è piccola e non si potrà permettere né una né l’altra soluzione?

Credo che a quel punto si debba scegliere, senza troppo indugio , da che parte stare … “dentro” o “fuori” la rete … se si sceglie di stare “fuori” , poco male, vorrà dire che il suo business è estremamente locale che per mantenerlo dovrà intensificare la forme di promozione locali, il massimo dell’interattività potrà essere un sito web ben fatto con tutte le informazioni necessarie per poter interagire: e-mail , numero di telefono, e proprio per essere “social” uno spazio didicato ai commenti … ma obiettivamente credo sia piuttosto patetico e inutile far aprire loro pagine Fb o account Twitter per poi fargli scrivere offerte locali o notizie senza una logica di coerenza con ciò che fanno. Facendo aggiornare di tanto in tanto i social media da un familiare.

Nel caso decidessero realmente di utilizzare i “possibili” collegamenti del web allora sarà necessario impostare fin dall’inizio un piano di gestione, una strategia di esecuzione e formare qualcuno ( anche familiare ) affinchè abbia le competenze per gestire un “modello di comunicazione” non così scontato come possa sembrare

 
2 commenti

Pubblicato da su 2 aprile 2011 in Uncategorized

 

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Quello che i social network non dicono

Sarà che si parla tanto e si concretizza poco, o forse che la regola del 1-9-90 è più attuale che mai, ma i “Social Network” tengono e sono un flusso [poco]controllato di informazioni.

Il fatto che siano l’elemento di maggior presenza in rete da parte degli utenti “maschera” la “qualità” della permanenza.

Io lo uso come strumento di interazione e sviluppo della rete di contatti. Fin qui tutto bene .

Ma cosa succede se si cominica a parlare di business. Iniziano i freni inibitori e le perplessità dell’approfondimento di una relazione sviluppata in “rete”.

Questo è un elemento interessante per chi ha intenzione di creare il proprio business in rete perchè pone in evidenza una conditio sine qua non:

Per creare un business in rete è necessario stabilire una relazione continuativa fuori dalla rete web. E’ necessario costruire un “business plan” riservato alla comunicazione ed alla relazione.

 

Se avete qualche caso che dimostri il contrario o pensate “veramente” che si possano fare “SOLDI ONLINE”      ( Come nei migliori banner pubblicitari) … sono qui ad ascoltare.

 
1 Commento

Pubblicato da su 24 marzo 2011 in Uncategorized

 

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